Estensioni di esclusività di mercato: meccanismi oltre i brevetti nel settore farmaceutico

Quando un nuovo farmaco arriva sul mercato, la sua protezione non finisce con il brevetto. Anzi, spesso il brevetto è solo l’inizio. Molti pensano che una volta scaduto il brevetto principale, i generici possano entrare subito. Non è così. Negli Stati Uniti e in Europa, le aziende farmaceutiche usano una rete complessa di strumenti regolatori per tenere fuori i concorrenti anche per anni dopo la scadenza del brevetto. Questi strumenti si chiamano estensioni di esclusività di mercato.

Cosa sono le estensioni di esclusività di mercato?

Sono diritti legali concessi dalle autorità sanitarie, come la FDA negli Stati Uniti o l’EMA in Europa, che impediscono ai generici di essere venduti, anche se il brevetto è scaduto. Non sono brevetti. Non proteggono l’invenzione chimica. Proteggono il mercato. E sono indipendenti dai brevetti. Una società può non avere alcun brevetto su un farmaco, ma ancora godere di anni di esclusiva grazie a questi meccanismi.

Il sistema è nato negli anni ’80 con la legge Hatch-Waxman negli Stati Uniti. L’obiettivo era bilanciare due cose: incentivare le aziende a sviluppare nuovi farmaci e permettere ai generici di entrare al momento giusto. Ma oggi, quel bilanciamento è quasi scomparso. Le aziende hanno imparato a sfruttare ogni punto debole del sistema. Alcuni farmaci hanno ottenuto fino a 48 brevetti secondari, oltre al brevetto principale, per ritardare i generici. E non finisce qui.

I cinque meccanismi principali negli Stati Uniti

Negli USA, ci sono cinque tipi diversi di esclusività regolatoria, ognuno con regole specifiche:

  1. Esclusività per Nuovo Composto Chimico (NCE): 5 anni di protezione. Si applica solo al primo farmaco con un nuovo principio attivo. Nessun generico può essere approvato prima di 5 anni, anche se il brevetto è scaduto.
  2. Esclusività per Farmaci Orfani: 7 anni. Riservata ai farmaci per malattie rare (meno di 200.000 pazienti negli USA). Non serve nemmeno un brevetto. Basta dimostrare che la malattia è rara e che il farmaco è utile.
  3. Esclusività per Nuove Indicazioni Cliniche: 3 anni. Se un farmaco già in commercio viene approvato per una nuova malattia, e l’azienda fa studi clinici aggiuntivi, ottiene altri 3 anni di protezione. Ma attenzione: non basta un’indicazione diversa. Devi dimostrare un beneficio clinico reale, non solo una prescrizione off-label.
  4. Esclusività Pediatrica: 6 mesi aggiuntivi. Se un’azienda compie studi su bambini (come richiesto dall’FDA), ottiene un bonus di sei mesi su tutte le altre esclusive già in atto. Può essere aggiunto a un NCE, a un’indicazione nuova, o a un farmaco orfano. E questo può valere miliardi.
  5. Incentivi per la Sfida al Brevetto: 180 giorni di esclusiva per il primo generico che sfida un brevetto e vince. Questo non protegge il farmaco originale, ma crea un monopolio temporaneo per il generico.

La cosa più potente? Queste esclusive si possono accumulare. Un farmaco orfano con indicazione pediatrica può avere 7 + 6 mesi = 7,5 anni di protezione. Se poi ha anche un NCE, ne ha altri 5. E se il brevetto è stato esteso per ritardi dell’FDA? Altri 5 anni. Risultato? Un farmaco può essere protetto per oltre 20 anni.

Il sistema europeo: SPC e protezioni diverse

In Europa, il sistema si chiama Certificato Supplementare di Protezione (SPC). È simile al PTE americano, ma più flessibile. L’SPT può estendere la protezione fino a 15 anni dalla prima autorizzazione in commercio, o fino a 5 anni oltre il brevetto originale (che dura 20 anni). Non c’è un tetto fisso di 14 anni come negli USA. E l’SPT può essere esteso di altri 6 mesi se l’azienda fa studi pediatrici.

Oltre all’SPT, l’UE ha:

  • Esclusività per farmaci orfani: 10 anni di protezione, che diventano 12 se si completano gli studi pediatrici.
  • Esclusività dati: 8 anni di protezione dai dati clinici, più 2 anni di protezione dal riferimento (cioè, i generici non possono usare i tuoi dati per chiedere l’approvazione). Se si aggiunge un’indicazione pediatrica, si aggiunge un altro anno.
  • PUMA: Autorizzazione di mercato per farmaci pediatrici senza brevetto. Offre 8 + 2 anni di protezione. È un’eccezione per i farmaci usati solo nei bambini, dove il brevetto non è possibile o non ha senso.

La differenza chiave? In Europa, l’esclusività dati e l’SPT sono separati. In USA, le esclusive sono più facili da accumulare. Ma in Europa, la protezione è più lunga per i farmaci orfani e per gli studi pediatrici.

Giudice con un gavello a forma di pillola che presiede un processo tra una grande azienda e un produttore di generici.

Come le aziende sfruttano questi meccanismi

Non è un caso che i farmaci più costosi siano quelli con più esclusive. Il farmaco glatiramer, usato per la sclerosi multipla, ha ottenuto un’estensione di 13 mesi grazie a un’indicazione pediatrica e a un SPC. Il celecoxib, un antiinfiammatorio, ha allungato la sua esclusività di 7 mesi con un brevetto secondario su un nuovo dosaggio.

Le aziende non aspettano che il brevetto scada. Pianificano anni prima. Alcune ritardano il deposito del brevetto fino a dopo la fase II dei trial clinici. Così, quando il farmaco arriva sul mercato, ha ancora 15-18 anni di protezione davanti. Altre creano versioni leggermente modificate del farmaco - un nuovo sale, una nuova compressa, un nuovo dispositivo di somministrazione - e le brevettano. È una pratica chiamata “product hopping”. Quando il brevetto principale scade, il paziente viene spostato automaticamente alla nuova versione, e il generico non può sostituirla.

Secondo un’analisi del 2023, 47 dei 50 farmaci più venduti negli USA avevano almeno un’estensione di esclusività. L’età media di protezione effettiva era di 8,2 anni oltre il brevetto originale. Per alcuni farmaci, la protezione reale arriva a 20 anni o più.

Il costo per i pazienti e il sistema sanitario

Queste estensioni non sono gratuite. Uno studio del JAMA Health Forum ha calcolato che, per solo quattro farmaci (bimatoprost, celecoxib, glatiramer e imatinib), l’estensione dell’esclusività ha causato un costo aggiuntivo di 3,5 miliardi di dollari in due anni, dopo che i generici sarebbero potuti entrare. In Italia, questo si traduce in milioni di euro spesi in più per farmaci che potrebbero essere generici.

Il 78% del fatturato del settore farmaceutico americano viene da farmaci di marca, anche se rappresentano solo il 10% delle prescrizioni. Perché? Perché i pazienti non possono scegliere il generico. Il sistema lo impedisce. E i medici, spesso, non sanno che il farmaco generico è disponibile - perché non è mai stato approvato.

Le aziende dicono che senza queste protezioni, non investirebbero nei farmaci per malattie rare o per i bambini. E c’è del vero. Senza l’esclusività orfana, molti farmaci per malattie come la fibrosi cistica o la SMA non esisterebbero. Ma il problema è quando queste protezioni vengono usate per farmaci di massa - come i farmaci per il colesterolo o il diabete - dove il costo è enorme e il beneficio per l’innovazione è minimo.

Labirinto di clausole legali che impedisce a un farmaco generico di raggiungere la luce.

La risposta dei regolatori

Le autorità stanno iniziando a reagire. Negli USA, la FTC ha dichiarato che il “product hopping” potrebbe violare le leggi antitrust. L’FDA ha reso più difficile ottenere l’esclusività per nuove indicazioni: ora serve una prova di beneficio clinico reale, non solo un nuovo dosaggio.

In Europa, l’EMA ha lanciato un programma pilota per velocizzare le richieste pediatriche. E la Commissione Europea sta valutando una revisione dell’SPT per impedire che le aziende lo usino per proteggere modifiche banali.

Ma il sistema è ancora molto lento. Le aziende hanno team di 15-25 persone dedicati solo a gestire le esclusive. I legali e i regolatori impiegano anni per imparare a navigare in questo labirinto. E i generici? Non hanno le risorse per competere. Il risultato? I pazienti pagano di più, e i sistemi sanitari si indeboliscono.

Cosa cambierà nei prossimi anni

Secondo Evaluate Pharma, entro il 2028, la protezione media di un nuovo farmaco raggiungerà 16,3 anni. Nel 2018 era di 12,7. Questo non è un progresso. È un allungamento del monopolio.

Le aziende più grandi - Novartis, Bristol Myers Squibb, Vertex - hanno già costruito interi modelli di business attorno a queste estensioni. Vertex, per esempio, ha esteso l’esclusività dei suoi farmaci per la fibrosi cistica oltre i 20 anni, grazie a una combinazione di SPC, esclusività pediatrica e nuove indicazioni.

Il vero problema non è l’innovazione. È che l’innovazione è stata trasformata in un’arma di monopolio. I brevetti erano pensati per proteggere l’invenzione. Le esclusive di mercato sono state create per proteggere il mercato. E ora, il mercato ha vinto.

Le estensioni di esclusività sono legali?

Sì, sono perfettamente legali. Sono previste dalle leggi degli Stati Uniti e dell’Unione Europea. Non sono truffe. Sono strumenti regolatori. Il problema non è la legalità, ma l’abuso. Molti meccanismi, come l’esclusività pediatrica o quella per farmaci orfani, sono stati creati per proteggere pazienti vulnerabili. Oggi, vengono usati anche per farmaci di massa, dove il bisogno di innovazione è minimo.

Posso ottenere un farmaco generico prima della scadenza dell’esclusività?

No. Anche se il brevetto è scaduto, finché l’esclusività regolatoria è in vigore, l’agenzia sanitaria non può approvare un generico. Non importa se il farmaco è lo stesso. La legge lo vieta. L’unica via è aspettare. O sfidare il brevetto in tribunale - ma è costoso e lungo.

Perché i farmaci orfani hanno più protezione?

Perché sviluppare un farmaco per una malattia che colpisce meno di 200.000 persone è economicamente impossibile senza incentivi. Senza l’esclusività di 7-12 anni, nessuna azienda investirebbe. Ma questo sistema funziona bene solo se viene usato per quello che è stato creato. Quando un’azienda prende un farmaco già esistente e lo usa per una malattia rara solo per ottenere l’esclusività, si entra in un’area grigia. È etico? Forse no. È legale? Sì.

Cosa significa “stacking” delle esclusive?

Significa accumulare più protezioni contemporaneamente. Per esempio: un farmaco ha un’NCE (5 anni), poi ottiene un’indicazione pediatrica (+6 mesi), poi un’approvazione per una malattia rara (+7 anni). Risultato? 12,5 anni di protezione, anche se il brevetto è scaduto dopo 5 anni. È il modo più potente per allungare il monopolio. È legale. È comune. È molto costoso per i sistemi sanitari.

Le estensioni di esclusività funzionano anche in Italia?

Sì, ma in modo diverso. L’Italia segue le regole europee. Quindi, se un farmaco ha un SPC o un’esclusività pediatrica riconosciuta dall’EMA, vale anche in Italia. Non c’è un sistema separato. Le aziende usano lo stesso modello europeo. Il problema è lo stesso: i generici arrivano tardi, i prezzi restano alti, e il Servizio Sanitario Nazionale paga di più.

12 Commenti

Amber O'Sullivan

Amber O'Sullivan

Questo sistema è una truffa legalizzata
Le aziende non innovano, rubano tempo ai pazienti
16 anni di monopolio per un farmaco che fa esattamente la stessa cosa di 5 anni fa
È un furto, punto.
Non è medicina, è finanza con il camice bianco

Pedro Domenico

Pedro Domenico

Guarda, io capisco che serve incentivare la ricerca, ma quando un farmaco per il colesterolo ha 20 anni di protezione perché qualcuno ha aggiunto un numero in una compressa... allora è troppo
La salute non è un prodotto da scaffale
Se non puoi fare un farmaco migliore, non puoi tenere il mercato bloccato
Non siamo in un videogioco dove puoi spammare skin per guadagnare

Alexandra D'Elia

Alexandra D'Elia

Io ho un parente con la sclerosi multipla e ha pagato 300 euro al mese per anni perché il generico non poteva entrare
Non è un problema di brevetti, è un problema di chi controlla il sistema
Le aziende sanno esattamente come sfruttare ogni scappatoia
E noi paghiamo, mentre loro fanno miliardi
Non è giusto
Se un farmaco salva la vita, non dovrebbe essere un lusso

Anna Stoefen

Anna Stoefen

Lo sapevo che c’era qualcosa di strano
Ma non immaginavo che fosse così sistematico
Quindi anche se il brevetto scade, il generico non può arrivare
Perché? Perché qualcuno ha fatto uno studio su 12 bambini
Questo non è protezione, è un trucco legale
È come se ti bloccassero l’accesso all’acqua perché hai bevuto un bicchiere di vino

Daniele Cornia

Daniele Cornia

non so se e' vero ma sembra una cosa grossa
mi sa che i farmaci costano cosi per questo
non lo sapevo
ma mi sembra logico

Sable Martino

Sable Martino

Legale? Sì
Giusto? No
Punto
Chiudiamo la discussione

Eleonora Dominijanni Violoncello

Eleonora Dominijanni Violoncello

Oh wow, quindi i bambini sono diventati il nuovo cavallino di battaglia per i farmaci di massa?
Bravi, avete trovato il modo di trasformare la compassione in profitto
La prossima volta ci faranno uno studio su gatti per ottenere 6 mesi in più
Bravi, veri geni della sanità

Leonardo D'Agostino

Leonardo D'Agostino

In Italia non possiamo permetterci questo casino
Queste aziende straniere ci stanno saccheggiando
Noi paghiamo per i loro profitti
E loro ci danno un farmaco che è lo stesso di prima
Non è un problema di brevetti, è un problema di patria
Chi fa questo non è un imprenditore, è un traditore

GIOVANNI ZAMBON

GIOVANNI ZAMBON

Se il generico non entra, è colpa loro
Non è colpa dei pazienti
Chiediamo più trasparenza
Subito

STEFANIA PANAGIOTIDOU

STEFANIA PANAGIOTIDOU

Questo è il capitalismo da merda
Le aziende hanno trasformato la malattia in un business model
Non è medicina, è una truffa con il logo dell’OMS
Le persone muoiono perché qualcuno ha messo un punto e virgola in un brevetto
Io ho visto mia nonna pagare 500 euro al mese per un farmaco che esisteva da 20 anni
Questo non è un sistema sanitario
È un campo di concentramento per poveri

Ries Pia

Ries Pia

Vi ricordate quando dicevano che i brevetti servivano a proteggere l’innovazione?
Adesso sappiamo che servono a proteggere il monopolio
Le aziende non inventano, manipolano
Non migliorano, estorcono
Non curano, vendono tempo
Il vero farmaco qui non è quello nella pillola
È il documento legale che blocca il generico
E noi siamo i pazienti, ma anche i paganti
E i coglioni del sistema

Francesca Verrico

Francesca Verrico

Non so cosa dire. Mi sento impotente.

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